Il Buio + Anish Kapoor

Eraclito scrisse che ciò che è profondo ama nascondersi.

Un antico proverbio indiano sostiene che ogni granello di polvere getta la sua ombra e il sole è la spia del mondo intero.

Bella mostra sull’attività artistica di Anish Kapoor, alla Fabbrica del Vapore ed alla Rotonda della Besana a Milano (http://anishkapoor.com/).

Bella anche la raccolta firme per una Legge sui “Rifiuti Zero” in Italia.

http://zerowasteitaly.blogspot.it/

Con il rispetto del copyright delle immagini selezionate

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Una risposta a Il Buio + Anish Kapoor

  1. Sergio Marchetti ha detto:

    Complesso Ecologico Polivalente
    Cos’è, come funziona e perché salva tempo, denaro, salute e Ambiente.
    Informazione tecnica
    Il Complesso Ecologico Polivalente è una specie di “Cittadella antinquinamento”, contenente molte tecnologie diverse tra loro e assemblate in una unica struttura, in grado di trasformare ed eliminare qualsiasi tipo, quantità e pericolosità di Rifiuti, dal comune RSU all’inquinantissimo Percolato delle discariche, fino al temibile Amianto, rendendoli completamente inerti e innocui, senza produrre la minima quantità di scorie e/o emettere residui liquidi o gassosi che inquinerebbero l’aria, il suolo e l’acqua delle falde freatiche.
    Il Complesso Ecologico Polivalente ha come principale caratteristica quella di non contenere né fornaci di combustione né ciminiere per la fuoriuscita dei fumi da incenerimento di rifiuti, quindi opera in assenza totale di qualunque forma di inquinamento. E’ altresì l’unica tecnologia per il trattamento dei rifiuti in grado di produrre ACQUA POTABILE, Elettricità, Calore e prodotti da costruzione per il completo isolamento acustico e termico, oltre a mattoni e pannelli autoportanti per realizzare immobili fino a 10 piani totalmente antisismici che possono essere utilizzati dagli Enti pubblici a costi notevolmente inferiori a quelli di mercato.
    Il vasto impianto qui descritto è costituito dall’assemblaggio di una nutrita serie di nastri trasportatori di ricevimento primario, sopra i quali viene riversato direttamente il prodotto dai camion compattatori (senza l’uso della normale benna a “granchio” per lo spostamento del prodotto verso le linee di combustione, come avviene oggi nei vecchi Inceneritori o Termovalorizzatori), che distribuiscono i rifiuti su vari nastri tecnologici che effettuano, con differenti metodologie la prima delle molte selezioni automatiche. Da questi proseguono per altri nastri ancora, dove vengono ottenute ulteriori selezioni elettromeccaniche sempre più specializzate e sofisticate, compresa la selezione con lo spettrografo di massa a raggi infrarossi che permette (attraverso la lettura delle differenti lunghezze d’onda dei vari colori da luce riflessa) la selezione elettronica e meccanica della maggioranza dei materiali con un margine di errore del 2 / 3%, permettendo di ottenere una quasi totale e perfetta raccolta differenziata, in sostituzione di quella costosissima manuale, la quale normalmente, alla fine della filiera selettiva purtroppo contiene ancora un margine medio di errore sulla qualità della selezione (es. differenti qualità di polimeri non compatibili tra loro) di oltre il 35% (con ovvi maggiori costi di mano d’opera per ulteriori selezioni e consumo di energia elettrica (quindi aumento della produzione di CO2) per la successiva e obbligatoria opera di ulteriore selezione e pulitura alla quale sono obbligate le aziende finali che ricevono il prodotto selezionato parzialmente, per riciclarlo in nuovi prodotti di uso quotidiano.
    La parte di prodotto che non sia stato estratto durante la selezione automatica (prevalentemente costituito da umido e/o CDR), verrà indirizzato da altri nastri verso lavorazioni successive specifiche in base alla tipologia di prodotto (come farmaci, rifiuti infettivi, tossici di grado diverso, ecc.), dove viene sminuzzato, disidratato, inertizzato e poi eliminato per il 100%, senza alcun residuo o scorie, dopo di che passa alle varie autoclavi a freddo e/o centrifughe meccanico-chimiche-elettroniche (che sempre a freddo, attraverso l’attrito causato dallo scontro tra loro di particelle che viaggiano ad altissima velocità) viene variata la struttura delle loro molecole le quali si riaggregheranno successivamente in una sostanza completamente nuova e diversa da quella alla quale appartenevano precedentemente (percorso e conclusione corretti di una perfetta, efficiente ed economica azione di completo riciclo e recupero a basso costo, alto rendimento e zero inquinamento di qualunque sostanza inquinante o tossica si trattasse) da riutilizzare per nuovi scopi e nuovi usi tornando a nuova vita, ma sempre e solamente ottenendo la costante riduzione diretta o indiretta della CO2 e dei molti gas serra (come il metano e gli altri sviluppati dalle discariche e dalla decomposizione delle biomasse) assicurando il miglioramento della salute dell’uomo e dell’Ambiente in generale.
    Il Complesso Ecologico Polivalente utilizza l’energia elettrica dallo stesso prodotta, senza la emissione di sostanze inquinanti, per l’intero ciclo di lavorazione effettuata al suo interno, con tutti i passaggi che vanno dall’arrivo del rifiuto al prodotto finito pronto per l’uso.
    Al contrario, le aziende finali oggi destinatarie del prodotto da riciclare, selezionato manualmente, producono invece ulteriore inquinamento per il riutilizzo del materiale selezionato, dovuto a: trasporto con camion fino all’area di prima selezione, trasporto con camion da tale area fino all’azienda che dovrà raffinare la selezione con altri due passaggi selettivi, successivamente lavare e fondere in piccole sfere (se si tratta di plastica), insaccamento delle piccole sfere e eventuale altro trasporto delle stesse alle fabbriche che le fonderanno negli stampi per creare un prodotto per un nuovo riutilizzo della materia prima nata dalla differenziazione. Ogni trasporto con camion produce inquinamento e ogni passaggio lavorativo richiede energia elettrica per fornire la quale l’Enel produce CO2. Il prodotto finale (es. i differenti tipi di plastica) derivante dal riciclato, per nascere a nuova vita ha inquinato l’ambiente molto più di quanto avrebbe fatto con un diverso metodo di differenziazione e tecnologie più moderne.
    Linee e ingressi separati sono riservati ai rifiuti più pericolosi o del tutto particolari come l’Amianto e la Depurazione delle acque nere delle fosse biologiche, che verranno trattati a parte ottenendo la identica eliminazione del 100% della loro pericolosità, senza lasciare la minima traccia di inquinamento o di sostanze di scarto residue, e saranno anch’esse interamente trasformate in altri prodotti totalmente inerti e di uso quotidiano.
    Il Complesso Ecologico Polivalente con la sua notevole quantità di differenti tecnologie, fornisce direttamente i vari prodotti finiti o differenziati (ferro, alluminio, vetro, ecc.) dopo sole 8/10 ore dall’entrata del rifiuto nell’impianto.
    Esso non deve essere considerato come …l’eliminatore della differenziazione, dato che può iniziare la propria opera anche a valle della differenziazione manuale dei rifiuti, come perfetto eliminatore del 100% di quanto non è stato possibile differenziare precedentemente, in sostituzione di discariche e Termovalorizzatori .
    La differenziazione dei rifiuti è da considerarsi sempre una azione valida perché estremamente utile, anche quando viene ottenuta (come sta avvenendo oggi) con i vecchi metodi manuali e arcaiche tecnologie e tutto quello che non viene riciclato viene obbligatoriamente inviato in una inquinante discarica o in un inquinantissimo Termovalorizzatore, quindi molto bene hanno fatto fino ad oggi tutti coloro che hanno partecipato fisicamente e con il proprio denaro ad effettuare la raccolta differenziata manuale, azione più che meritoria perché ha comunque permesso di recuperare molte materie prime riciclabili ed esauribili in natura (come il ferro e l’alluminio) o quelle di costosa riproduzione primaria, da un punto di vista della quantità di CO2 emessa per la loro produzione e/o lavorazione (come la carta, il vetro, ecc.).
    Il Complesso Ecologico Polivalente non prevede il minimo inquinamento per ottenere il 100% della eliminazione del residuo che rimane dopo la completa differenziazione ottenuta meccanicamente, elettronicamente e gratuitamente, ma soprattutto conferma quanto la raccolta manuale sia ormai un comportamento valido ma organizzativamente inefficiente, perché continuerebbe a inquinare fortemente l’Ambiente (con l’incenerimento della frazione non differenziabile) e a minare la salute degli abitanti con l’uso degli inquinanti Termovalorizzatori, chiedendo inoltre ai cittadini sempre maggiori quantità di denaro, necessario per la costruzione dei Termovalorizzatori e per continuare a effettuare una costosa differenziazione manuale, che comunque non sarà mai quantitativamente e qualitativamente, migliore, più efficace, efficiente o anche solo pari a quella che può essere ottenuta con le nuove tecnologie.
    I rifiuti che il Complesso Ecologico Polivalente può trattare ed eliminare al 100% senza inquinamento alcuno, in pratica si identificano in tutti quelli prodotti dall’uomo in qualsiasi circostanza, alcuni dei quali sono:
    Rifiuti Solidi Urbani già differenziati o indifferenziati (RSU), Rifiuti Infetti, Pericolosi e/o di qualunque grado e tipologia di Tossicità, Percolato da preesistenti discariche di rifiuti, ogni tipo di Materie plastiche, Pneumatici e residui non-metallici da demolizione delle automobili (Car-fluff), Oli minerali e vegetali esausti, Fanghi e residui di Concerie e di Raffinerie petrolifere, Fanghi di escavazione dei porti contenenti idrocarburi e/o metalli pesanti, Rifiuti Biologici da animali, residui agricoli e biomasse di ogni tipo e provenienza, Depurazione di acque di Fiume, di Falda o Marine contenenti qualsiasi tipo di sostanza biologica o chimica inquinante, Desalinizzazione di acqua marina e sua perfetta potabilizzazione, Depurazione acque nere di fosse biologiche civili, Inertizzazione chimica di AMIANTO (e suoi derivati, anche stoccati da tempo in discarica).
    Il Complesso Ecologico Polivalente permette altresì di bonificare totalmente la decorticazione di terreni inquinati o siti precedentemente adibiti a discariche e il loro percolato.
    La dimensione di un singolo Complesso Ecologico Polivalente può variare da un minimo di 100 t/giorno (36.500 t/anno pari a circa 65mila abitanti), fino a una massimo di 7.000 t/giorno (pari a circa 4,5 milioni di abitanti). Ne possono essere costruiti un numero indefinito, in relazione alle esigenze e necessità Ambientali e/o dell’Ente pubblico Richiedente. Il Complesso Ecologico Polivalente non è in vendita. Esso viene realizzato e gestito per 20 anni dall’Azienda che ne possiede il Know-How.
    Per approfondimenti
    http://www.finprojecgrou.us

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