il Mondo di Tesla della mobilità sostenibile

ZOE Renault electric engine, 160 km di autonomia (NEDC), 4 posti, 140 km orari di velocità massima – commercializzazione primavera 2012

Nikola Tesla (Smilijan, 10 luglio 1856 – New York 7 gennaio 1943), è stato un fisico, inventore e ingegnere Serbo naturalizzato statunitense nel 1891. I suoi brevetti e il suo lavoro teorico formano la base del moderno sistema elettrico ed a corrente alternata, compresa la distribuzione elettrica polifase e i motori a corrente alternata, con i quali ha contribuito alla nascita della seconda rivoluzione industriale. Le sue ricerche ed i suoi brevetti si sono spinti fino alla robotica ed alla ricerca in campo militare.

Se fosse stato all’ottantunesimo Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra , come ci siamo stati noi, il 6 marzo (a completamento della ricerca sulla mobilità sostenibile e sul recupero dell’energia), che si sta tenendo nella città Svizzera dal 3 al 13 marzo, Tesla si sarebbe parecchio divertito. Infatti tantissime delle sue applicazioni, nel campo dei motori elettrici sono lì utilizzate su modelli di auto, ora diventati una realtà commerciale.

Oltre 690.000 visitatori (l’anno scorso), 170 novità di cui 40 assolute, è quello di Ginevra che si tiene ogni anno al PALAEXPO, il secondo salone più importante al Mondo dopo quello di Detroit. Il Salone che si tiene nella importante città sul lago Lemano, è una vetrina mondiale della mobilità su gomma, visto che si colloca temporalmente all’inizio dell’anno, consente anche di fare dei consuntivi e proporre le novità per il futuro . Vetrina, che ci dice chiaramente che il futuro breve termine dell’auto è ibrido, e quello a medio termine è elettrico. Il tutto condito da una integrazione sempre più spinta tra l’auto e l’infotainment (web, informazione, spettacolo), per attrarre i giovani. Su scala mondiale nel 2010 sono state prodotte 63,6 milioni di automobili, di cui vendute in Asia 28,6 milioni, in Europa 16,6 milioni, in America del Nord 11,9 milioni, in America del Sud 4,1 milioni, complessivamente un anno positivo, nonostante la crisi.

Nissan LEAF – 160 km di autonomia (NEDC), 5 posti, 140 km orari di velocità massima – già in commercio, venduti 5000 esemplari

Molte le proposte di auto ibride (motore termico che ricarica , mentre ci si muove, le batterie per muovere il motore elettrico), quasi tutte le case principali ne hanno uno, o più modelli in produzione, o in avanzato studio. Tante le auto elettriche, che sembra stiano diventando l’alternativa più credibile, nella direzione di una mobilità eco-sostenibile. Comunque i costi sono ancora molto alti, per una city car i prezzi di listino si aggirano attorno ai 30.000 euro. Altro problema è l’autonomia, che con le nuove batterie al litio si aggira attorno ai 150/160 km. Bisogna inoltre considerare che i costi energetici di tali auto, per la loro costruzione e lo smaltimento delle batterie e della componentistica è molto alto. Inoltre è solo uno spostare i problemi, soprattutto di inquinamento, dalla città a cui queste auto sembrano dedicate, a dove si produce l’energia elettrica. Aspetto però molto interessante da considerare , sono i costi della ricarica, tra 1 e 3 euro per ogni ricarica. Inoltre la garanzia su pezzi elettrici, tipo il motore è di 8 anni, e per le batterie di 12 anni. Il vero aspetto negativo, sono i tempi di ricarica, a seconda dei modelli plug-in, si passa dalle 6 alle 8 ore. Alcuni propongono ricariche rapide con corrente corrente monofase da 125 A, 400 V, che consentono di ricaricare con tempi attorno ai 10/30 minuti.

Renault TWIZY – due posti, per la mobilità urbana, che si può già prenotare su internet come tutta la gamma ZE di Renault – costo 6.990 euro

Proprio per ovviare a tale inconveniente, Renault, sta sviluppando un’idea in grado di offrire diverse opzioni di ricarica, anche con l’obbiettivo di ridurre oltre ai tempi di ricarica, anche i costi. Infatti propone tre modalità di ricarica :

1) Ricarica standard – È il metodo più diffuso. Collegando l’auto a una colonnina di ricarica (ad esempio in un parcheggio) o a una presa di corrente a domicilio, in 6-8 ore, secondo la potenza disponibile, si ricarica completamente la batteria, con corrente a 220 volts. Di solito in questo caso il proprietario dell’auto è anche proprietario delle batterie.

2) Ricarica rapida – È il metodo più pratico quando si ha poco tempo. I punti di ricarica rapida installati lungo le strade permettono di ricaricare la batteria in 10 minuti, per recuperare 50 km di autonomia, o di “fare il pieno” in mezzora, si usa in tale caso corrente corrente monofase da 125 A, 400 V.

3) Sistema Quickdrop – In alcuni Paesi saranno installate speciali stazioni automatiche di sostituzione della batteria. Qui il cliente, senza scendere dall’auto, potrà sostituire la propria batteria scarica con una completamente carica in soli 3 minuti. Attualmente, l’installazione di queste stazioni è prevista in Israele e Danimarca, in partnership con Better Place. In questo caso la proprietà delle batterie non è del proprietario dell’auto, il quale le affitta solamente ad un costo determinato (circa 88 euro al mese). In questo caso un’auto di media cilindrata costerebbe (senza batterie) come la sua pari categoria diesel.

http://www.renault-ze.com/it-it/mobilita-elettrica/renault-z.e.-viste-da-vicino/come-si-ricarica-un-auto-elettricay-786.html

Per questo sistema con tre opzioni, Renault, sta producendo una gamma completa di autovetture, che vanno dalla due posti all’auto familiare, ai mezzi di piccolo trasporto.

http://www.renault-ze.com/it-it/gamme-voitures-electriques-renault-z.e.-753.html

Anche Citroen lavora nella stessa direzione, dimostrando che la concorrenza in Francia aguzza l’ingegno, infatti sarà commercializzata nel 2012 una city car C-ZERO, molto simile alla Mitsubishi I-MIEV dello stesso gruppo.

Citroen C-ZERO – 130 km di autonomia – 4 posti – velocità 13 km/ora

Quindi, la visita la Salone di Ginevra, dimostra che l’auto elettrica è ormai una realtà, i costi sono ancora molto alti e riversati sull’acquirente, ciò ne fa ancora un prodotto di nicchia, però si sta lavorando per ridurre i costi con proposte innovative di commercializzazione. Quindi volenti o nolenti l’auto elettrica entrerà prepotentemente nel nostro futuro e non sarà una improbabile meteora come l’auto ad idrogeno.

Sempre a Ginevra risultava molto interessante il settore della componentistica, che si sta lentamente orientando verso prodotti completamente ecologici o frutto del riciclo di materiali più spinto. onde ridurre anche quì l’impatto dell’auto sull’ambiente, In tale direzione mi preme segnalare il lavoro dei produttori di gomme per auto, che oggi sono in grado di dare degli pneumatici altamente prestanti e molto ecologici. Come il BLUEARTH della YOKOAMA, gomma in cui l’80% delle materie prime non deriva dal petrolio, ma da fonti rinnovabili, come la gomma naturale o l’olio estratto dalla buccia di agrumi. La stessa YOKOAMA ha anche messo a punto un ciclo produttivo degli pneumatici studiato per abbattere i gas nocivi per l’atmosfera ed elevare la percentuale di riciclaggio.

Il Mondo Nuovo della mobilità automobilistica, che ci viene proposto a Ginevra, sembra abbia recepito alcune delle opzioni ecologiste interne alla società contemporanea. Se questa è veramente un’alternativa durevole e credibile lo sapremo a breve. Certamente la quantità di modelli ecologici e di offerte commerciali ad essi dedicate, fa ben sperare. Quello che manca è un ragionamento, da parte delle grandi case automobilistiche,  su un prodotto altamente diffuso ed inquinante, quale è l’auto, che necessiterebbe di un ragionamento sociale più complesso e sofisticato, in merito alla sua decrescita, per orientarsi verso modelli di mobilità sostenibile già oggi presenti : bicicletta, treno, ecc.. Solo la coreana Hyundai proponeva una bicicletta innovativa (ultraleggera) a pedalata assistita, messa in bella mostra tra le auto elettriche, in grado di produrre pedalando, energia. Il tutto con un nuovo motore elettrico rivoluzionario, in grado di produrre molta più energia di quella che si impiega pedalando, da conservare in una batteria di piccolissime dimensioni, da utilizzarsi per muoversi quando si è stanchi o per le salite. Bicicletta, che sarà messa in vendita nel 2013, ad un prezzo di circa 5.000 euro. Sarà questo il nostro futuro?

Hyundai – il FUTURO


Con il rispetto del copyright delle immagini selezionate

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