Anziani, una realtà da “pattumare”

Ieri sera una persona, mi ha fatto ulteriormente riflettere sulla condizione dell’età matura, della vecchiaia. A seguito di una animata discussione, eravamo in otto, prettamente di carattere politico, su di un certo sistema “demenziale” di votazione computerizzato, costui è letteralmente sbottato, e guardando verso di me (che ho compiuto il 17 aprile 2010, cinquanta anni) ed un mio coetaneo che mi stava a fianco, ci ha apostrofati dicendo: “Tacete voi che la vecchiaia vi ha rincoglioniti”. Ha poi aggiunto che lui, che ha 38 anni, intende parlare solamente con dei giovani e fare in modo che essi siano promossi e valorizzati.

La cosa, non mi ha stupito più di tanto. Nella società italiana, ma in genere in tutto il mondo occidentale, chi è anziano, viene a poco a poco emarginato, fino a diventare rifiuto, pattume. Alcuni anni fa, avevo letto il bel libro di James Hillmann dal titolo “La forza del carattere”, dove la nostra epoca è dipinta come “implacabile” e “spietata”, con gli anziani. L’aggettivo “vecchio”, in tutte le sue accezioni, viene aggiunto, soprattutto, dai giovani (o presunti tali) con una connotazione negativa, un disvalore, al sostantivo cui si accompagna.

Il problema sta nello stabilire, quando si diventa vecchi, e quindi “da buttare”. A 33 anni sei ancora giovane, a 38 già senti l’alito pesante della vecchiaia ma fai finta che non sia nulla, a 43 sei già da rottamare, a 50 sei vecchio!  Vecchio nel senso, che con estrema difficoltà trovi lavoro se lo perdi, mentre il tuo corpo incomincia a denunciare i segni ineccepibili di un degrado che, palestra, piscina, creme e quant’altro non riescono più a nascondere. Ma il cervello no, non invecchia, anzi a 50 anni hai subito “esperienze” ed immagazzinato informazioni in quantità tale, che sei in grado di operare sintesi e realizzare progetti come mai prima nella vita, perchè hai raggiunto quella “secchezza dell’anima” che cita proprio Hillmann nel suo libro.

Eppure in Italia, abbiamo una delle società occidentali più anziane, con un numero di ultrasessantenni in costante aumento (vedi i diagrammi sottostanti). Il problema strutturale dell’emarginazione degli anziani, in alcuni contesti, soprattutto politici, è come glissato, relegato ad una mera considerazione economica legata all’erogazione delle pensioni ed alla sanità previdenziale. Per il resto vige un’immagine di continua giovinezza, sostenuta da pratiche chirurgiche, al limite del ridicolo.

Previsione ripartizione per età popolazione italiana al 2030


La cosa triste è che partiti politici e soprattutto i movimenti di cittadini, di solito, nemmeno contengono nei loro programmi elettorali, dei contenuti tesi ad interessarsi degli anziani, che invece dovrebbero essere un loro interlocutore politico, in quanto massa di votanti in costante e vertiginoso aumento. Un interlocutore, che dovrebbe avere attenzioni specifiche e mirate, in quanto è solamente interloquendo con tutta la società nel suo insieme: giovani, donne, anziani, stranieri, ecc. che un movimento politico riesce ad essere quello che dovrebbe essere, un organismo al servizio dei cittadini, dei propri potenziali elettori.

Deborah Poynton – Signora anziana – olio su tela

Sarebbe bello vedere dei giovani, magari dei candidati politici, che oltre ad occuparsi (egoisticamente) del proprio futuro e dei loro coetanei, si occupassero (seriamente) del futuro degli anziani. Ma anche della partecipazione alla vita sociale delle donne soprattutto in età avanzata (due anziani ultrasettantenni su tre, sono donne). Eppure in questo meraviglioso e maltrattato paese, in cui tutto, ogni cosa animata ed inanimata MUORE, e presto tutti saremo anziani, gli anziani non vengono più considerati come un valore “prezioso”, una “riserva di memoria”, un condensatore di esperienze a cui attingere nei momenti bui. Noi anziani (condizione a cui mi vanto di appartenere) siamo solamente contenitori vuoti da “pattumare”, nemmeno da riciclare.

Meditate gente, meditate, soprattutto prima di parlare.

Con il rispetto del copyright e dei diritti delle immagini selezionate

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2 risposte a Anziani, una realtà da “pattumare”

  1. Pingback: Non è un paese per vecchi « Schumyno Info Channel

  2. marco ha detto:

    Sinceramente gli anziani sono coloro che governano questo paese dalla nascita della Repubblica, sono coloro che hanno anche portato lo stesso alla rovina e all’immobilità, loro hanno pensato troppo a ingrandire il loro conto e hanno deciso il futuro dei giovani.
    Da qualche decennio si vedono giovani al governo, che ovviamente visto i maestri, fanno la loro parte….

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