Di Silla II o dei rifiuti necessariamente da incenerire

Nel ventre della “Macchina Infernale” Silla II all’opera

Il termovalorizzatore non deve essere la parte finale della raccolta differenziata. La raccolta differenziata “Rifiuti Zero” è alternativa all’incenerimento dei rifiuti, che devono essere intesi come una risorsa di materiali e di energia da ri-utilizzare.

Operare la raccolta differenziata al 100% e bruciare i rifiuti, sono azioni che si elidono tra loro. La discarica (o magari un “bel” bio-digestore modello Ecodeco come si vuol fare a Lacchiarella) che c’è alla fine di ogni processo di termovalorizzazione, alla fine costituisce un elemento irrinunciabile per scorie e ceneri, speculazioni e sprechi, corruzione e connivenze, affari leciti e scambi clientelari, forse possibili infiltrazioni mafiose; ma soprattutto rappresenta bene il risultato finale, l’immagine, dell’incapacità politica di una società di essere consapevole del proprio futuro. Purtroppo la partita è molto ricca e fa “gola a molti”, infatti dove c’è politica e denaro la contaminazione con la malavita organizzata è molto facile, quasi automatica in Italia (ed il nord non ne è esente) .

Le “desiderata” dei cittadini e quelli della classe politica, non sempre coincidono, è per questo che la media della raccolta differenziata nell’Area Metropolitana, città di Milano compresa, non supera il 37%. In tal senso, qualche dato può essere utile. Secondo il Centro studi di Ispra (report 2009 sui rifiuti) Milano ha prodotto nel 2008 rifiuti per 748.146 tonnellate, circa 30.000 in più rispetto al 2004 che erano 718.555tonnellate: 720.633 tonnellate nel 2005, 736.017 tonnellate nel 2006 e 742.534 nel 2007. La raccolta differenziata è però in aumento: nel capoluogo lombardo si differenzia il 32,7% dei rifiuti pari a 244.668 tonnellate. A Milano e nell’Area Metropolitana, invece, la produzione dei rifiuti è stata nel 2008 pari a 2.024.176 tonnellate.Nell’anno 2010 (attualmente in corso) sia a Milano, che nell’Area metropolitana, si stanno rilevando, a causa della crisi economica, delle flessioni significative nella produzione dei rifiuti.

Secondo i maggiori esperti nazionali, si deve incrementare la raccolta differenziata sia nell’Area metropolitana (Provincia) che a Milano, che con circa il suo 32 per cento scarso, è molto dietro la media della Provincia senza il capoluogo, che è del 45 per cento.
In Lombardia esistono 11 termovalorizzatori che trasformano in energia 4,8 milioni di tonnellate di rifiuti secchi bruciati ogni anno. A Milano l’unico termovalorizzatore è Silla II, si trova a Figino e brucia circa 1500 tonnellate al giorno di rifiuti, una quantità che viene eguagliata soltanto da quello di Brescia, mentre tutti gli altri impianti della Lombardia raggiungono in media le 600 tonnellate al giorno circa, cadauno (uno dei più vetusti è quello di Sesto San Giovanni).

La centrale di controllo di Silla II

Le Società di Servizi (il prodotto perverso del sistema politico), gestiscono gli inceneritori, infatti in esse si svolgono delle vere e proprie “lotte politiche” per accaparrarsi le cariche migliori nei consigli di amministrazione (lautamente retribuite). Il caso del Termovalorizzatore di Brescia è emblematico. Costruito per bruciare 266.000 tonnellate anno (fabbisogno ipotizzato in sede di progetto), è stato subito innalzato a 500.000 ton./anno e portato d’ufficio nel 2004 a 800.000 ton./anno, con l’aggiunta di una terza linea.

Alla società che lo gestisce interessa chiaramente  bruciare il più possibile, non perché il Termovalorizzatore abbia una particolare efficienza ( sono macchine a bassa resa 24% rispetto al 55% di una centrale turbogas), ma perchè i rifiuti bruciati gli vengono pagati dai comuni tra gli 80 ed i 90 euro  tonnellata, e la corrente prodotta il 200% in più del valore di mercato, grazie al Cip6 (oggi denominate “quote verdi”), che naturalmente il cittadino ritrova in bolletta.

Il cittadino, che paga la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, al contrario interessa bruciare il meno possibile perché: spende meno (con modelli tipo “Rifiuti Zero” le tasse si riducono) e inquina meno (stimata una riduzione delle micropolveri sottili nell’ordine del 30%). Allo stato attuale, ogni Provincia, a cui è demandato per Legge la politica inerente lo smaltimento dei rifiuti, dovrebbe smaltire i rifiuti che produce. La percentuale di differenziata nel 2010 dovrebbe essere almeno del 50%; partendo da queste considerazioni, i calcoli possono essere facilmente eseguiti.

Un cittadino, che non attua nessun criterio particolare di riciclaggio, produce  mediamente circa 1,5Kg al giorno di rifiuti, con il 50% di differenziata rimangono 0,75 da bruciare, moltiplichiamo 0,75 x 1.300.000 e cioè il numero degli abitanti di Milano, otteniamo 975.000 Kg al giorno che moltiplicati per   365 giorni/anno, dà come risultato, 355.875 tonnellate. La capacità dell’inceneritore di Figino (Silla II) è di 1.500 tonnellate al giorno, pari a circa 547.500 tonnellate per anno (1.500 ton./giorno x 365 giorni/anno), visto che deve funzionare a ciclo continuo per ottenere il massimo rendimento.

Ovviamente ciò può avvenire solamente importando rifiuti o aumentando la percentuale da inviare all’inceneritore. In tutti e due i casi, il cittadino è stato sconfitto, ha solo da perdere nella qualità della vita e nel suo portafoglio.

Silla II – Architecture persuasion

Con il rispetto del copyright delle immagini selezionate

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Una risposta a Di Silla II o dei rifiuti necessariamente da incenerire

  1. mirco ha detto:

    anche se tutti siamo d’accordo che incenerire invece di valorizzare sia sempre sbagliato.
    credo che sarebbe utile che tutti saremmo d’accordo che bruciare d’ESTATE e’ da stupidi, dato che si buttano 2/3 di energia TERMICAche in INVERNO sono un po…utili.
    una cosa “possibile” ed INTELLIGENTE, sarebbe quella di fermare la combustione almeno da marzo-aprile a ottobre-novembre

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