Giochi, rifiuti, energia

Quando si parla di bambini, tutti immediatamente si ergono a difesa, anche quando si parla di consumi e rifiuti a loro collegati. Per loro ogni parente, non ha limiti, ed è disposto, spesso anche a sacrifici pur di accontentarli. I bambini vengono, abilmente manipolati, quotidianamente, dalla pubblicità e fungono da vero e proprio “Cavallo di Troia”, attraverso cui pilotare le scelte d’acquisto di ogni gruppo familiare.  Io non ho figli, però ho due nipoti di 5 e 8 anni, un maschio ed una femmina, mediamente ricevono, dai nonni e dagli zii, almeno tra i 5 e gli 8 regali al mese (pupazzi e giochi Nintendo, bambole Barbie, Gormiti, Bratz, ecc.), con dei picchi in occasione dei loro compleanni e delle feste natalizie. Ma ogni occasione è buona, spesso i parenti fanno a gara tra di loro per acquistargli il giocattolo appena uscito o il pezzo della collezione che gli manca. Già, perché ormai i bambini sono stati “pubblicitariamente istruiti” per essere dei veri e propri collezionisti. I miei nipoti hanno, nella loro cameretta, un armadio di circa 3 metri per un’altezza di 2,10 mt, profondo 60 cm, completamente riempito di giocattoli : 40 Gormiti, 78 Barbie, 32 pupazzi di varie dimensioni, 43 peluche, 29 automobiline tipo machbox, 8 auto di plastica di grandi dimensioni, ecc..

Circa un mese fa ho interpellato un mio amico ingegnere (che lavora al Politecnico di Milano), che si occupa di prodotti industriali in materie plastiche, e gli ho chiesto di quantificarmi, quanto consumo di petrolio mobilita la produzione media di un giocattolo tipo “bambola Barbie” o “pupazzo Gormita” (costo al supermercato circa 15/20 euro).

Abbiamo stabilito che la sua valutazione energetica, di massima, doveva riguardare la realizzazione del giocattolo, il confezionamento, il suo trasporto dal luogo di produzione (spessissimo la Cina ed il Sud-Est asiatico) fino al punto di vendita, la pubblicità televisiva per stimolarne la vendita.

Pochi giorni fa la fine del suo lavoro, un giocattolo di circa 38 cm, tipo Barbie, con annessi e connessi, necessita per arrivare fino al suo consumatore finale, e successivamente essere smaltito (cosa non facile essendo un prodotto composito), oneri di progettazione compresi, imballato e con un lancio pubblicitario di livello nazionale,  di circa 2,25 litri di petrolio.

Quindi , ogni giocattolo si “mangia” un sostanzioso quantitativo di energia, immettendo nell’ambiente un importante apporto di CO2.

Ho sommariamente calcolato che ad oggi i due nipoti sopra citati, assieme hanno consumato, in giocattoli,  circa 1820 litri di petrolio!

FORSE UN CONSUMO CONSAPEVOLE SAREBBE AUSPICABILI, PER NOI e PER IL FUTURO.

Con il rispetto del copyright delle immagini selezionate

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